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Il dibattito sull’editoria dopo il Salone di Torino: la necessità di un impegno condiviso per il futuro della lettura

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Antonio Terzi, Presidente del Sindacato Italiano Librai Confesercenti illustra la posizione del SIL

“Il dibattito sviluppatosi in occasione del Salone del Libro di Torino, a partire dall’intervento di Nicola Lagioia e arricchito dai contributi di autorevoli esponenti del settore, ha riportato all’attenzione un tema centrale: il rafforzamento della promozione della lettura e la necessità di una maggiore coesione tra gli attori della filiera del libro”.

Così Antonio Terzi all’indomani del Salone del Libro di Torino.

“Da rappresentante delle librerie indipendenti, ritengo opportuno offrire una riflessione che parta proprio da questo punto di osservazione, ha aggiunto. Le librerie indipendenti costituiscono un presidio culturale diffuso e radicato nei territori, spesso nelle aree periferiche e nei centri minori, dove svolgono un ruolo essenziale nella diffusione del libro e nella costruzione di comunità di lettori. Proprio per questo, la richiesta di una maggiore unità della filiera nasce con particolare forza da queste realtà, che più di altre avvertono l’urgenza di un confronto strutturato e continuo. Da parte nostra le sollecitazioni in questa direzione, forse non adeguatamente percepite, sono continue ed insistenti”.

“Negli anni, il SIL Confesercenti – ha sottolineato Terzi – ha più volte promosso iniziative e richiesto momenti di dialogo tra i diversi attori del settore. Tuttavia, è necessario riconoscere che tale disponibilità non sempre trova riscontro in una pari attenzione, né all’interno della filiera né sul piano istituzionale. Le istituzioni, in particolare, rappresentano un interlocutore fondamentale al quale non chiediamo assistenzialismo, bensì ascolto, condivisione e continuità nel percorso avviato negli ultimi anni. In questo contesto, appare utile richiamare l’importanza della Legge 15/2020, che ha rappresentato un passaggio significativo nel riconoscimento del valore culturale del libro, introducendo un principio già consolidato in molti Paesi europei: la necessità di accompagnare le dinamiche di mercato con strumenti di tutela specifici, in grado di salvaguardare la diversità e la sostenibilità dell’offerta editoriale. A distanza di alcuni anni, è opportuno interrogarsi sull’attuazione di questi principi e sulla loro capacità di incidere concretamente nel rafforzamento della rete delle librerie, in particolare quelle indipendenti; concetti fatti propri con un’approvazione unanime da parte del Parlamento, sui quali però troppo spesso registriamo arretramenti”.

“Il sistema editoriale italiano – ha spiegato il Presidente del SIL – infatti, si muove all’interno di dinamiche complesse che richiedono un equilibrio tra esigenze di mercato e finalità culturali. In questa prospettiva, è fondamentale valorizzare il ruolo delle librerie prima come punti vendita da preservare anche e soprattutto in funzione delle loro potenzialità come luoghi di mediazione culturale, promozione della lettura e costruzione di relazioni. Le politiche che in passato hanno puntato prevalentemente su logiche promozionali e distributive estese – basate sulla diffusione indiscriminata del libro e sulla moltiplicazione dei luoghi di esposizione e vendita degli stessi e su politiche di prezzo aggressive – non hanno prodotto un incremento strutturale dei lettori e hanno, al contempo, contribuito a indebolire la rete commerciale tradizionale”.
“E in questa logica, chiedersi davvero se è sano un ambiente in cui il fornitore di un libraio (l’editore) può anche essere il suo più temibile e feroce competitor: il motivo principale per cui la filiera fa solo finta di parlarsi.”

“Parallelamente – ha detto ancora – emerge l’esigenza di una maggiore integrazione tra le diverse iniziative culturali e il sistema delle librerie. Festival, biblioteche e progetti di promozione della lettura rappresentano strumenti fondamentali, ma la loro efficacia può essere rafforzata solo attraverso un coinvolgimento sistematico dei librai, oggi troppo spesso messi ai margini, riconoscendone le competenze e il ruolo professionale. Un ulteriore elemento di riflessione riguarda le dinamiche interne alla filiera, dove è necessario promuovere modelli di maggiore equilibrio e collaborazione tra i diversi soggetti, nella consapevolezza che la competitività del sistema non può prescindere dalla sua coesione.”

“Alla luce di queste considerazioni – ha concluso Terzi – appare sempre più urgente istituire forme di confronto permanenti tra operatori e istituzioni, con l’obiettivo di rendere più efficaci le politiche di settore e garantire condizioni di sostenibilità per l’intera filiera. In questo percorso, è fondamentale accogliere e rilanciare l’invito a costruire occasioni di dialogo e conoscenza reciproca, coinvolgendo tutti gli attori – istituzioni, editori, librai, autori – in un confronto aperto e costruttivo. La promozione della lettura rappresenta una priorità culturale e sociale per il Paese. Per questo motivo, è necessario un impegno condiviso che superi le frammentazioni e punti a rafforzare un ecosistema in grado di sostenere, nel tempo, il valore del libro e della cultura”.

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